Lacedonia

Il giorno delle Ceneri quasi tutte le strade e i vicoli di Lacedonia erano allestite da bambole di pezza dagli abiti scuri e rimanevano fino a Pasqua.

Il suo nome è Quarantàna, vedova di Carnevale per i pagani, simbolo di digiuno per la tradizione cristiana.

Quarantàna, sotto i piedi possiede una patata o un’arancia con infilzate sei penne nere ed una bianca, le quali vengono strappate una ogni fine settimana sino alla domenica della Santa Pasqua, quando, tolta l’ultima penna, quella bianca, viene rimossa.

Alcuni storici fanno risalire le radici della Quarantàna al periodo del basso Medioevo e trovano spiegazione nell’inizio della manifestazione della caccia alle streghe, connessa alle politiche inquisitorie. L’impiccagione della strega non era altro che la metafora della paura collettiva delle streghe stesse e l’esorcismo della negatività di cui esse potessero inondare la comunità. Una negatività strettamente legata soprattutto al settore agricolo: è il periodo precedente la Pasqua il periodo dell’anno decisivo per poter avere un buon raccolto. La civiltà lacedoniese, fortemente ancorata a valori agricoli, ha sempre visto la Quarantàna come un aiuto vero e proprio ai fini di una buona campagna estiva.

Dal 2013, per iniziativa della locale Pro Loco Gino Chicone, dal giorno delle Ceneri e per tutto il periodo delle Quaresima ne viene esposta una soltanto, in Piazza Francesco De Sanctis, per simboleggiare la volontà di non disperdere un patrimonio così importante come quello della tradizione e della cultura.

Finito il Carnevale, la prima domenica di Quaresima si rompe la pignatta seguendo il rito ambrosiano che fa finire il Carnevale la domenica successiva al Mercoledì delle Ceneri.

 

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