Alzata e tirata del Giglio – Flumeri

 

Flumeri : Il Giglio di Grano

Nel lontano passato, il Giglio era dedicato alla dea Cerere, legato alle origini pagane dei riti caratterizzati dall’offerta dei prodotti della terra.

Infatti, la parola Giglio significa proprio “offerta di primizie”. Nell’ultima giornata della mietitura, si prendeva da ogni campo una “gregna lunga”, cioè un Giglio, e si portava tra suoni e balli al tempio, in segno di riconoscenza verso la dea per ringraziarla del buon raccolto.

Ogni contrada portava in paese il suo Giglio, trasportato su un carro agricolo (la famosa carretta) addobbato secondo la fantasia di chi offriva il grano.

Nel lontano 1600, quando la popolazione flumerese scese da 600 a 240 persone, a causa della peste, i cittadini si misero sotto la protezione di San Rocco, sicuri che il Santo proteggesse oltre che dalla peste da altre disgrazie e malanni. I flumeresi ritenevano, infatti, che, in occasione dei disastrosi terremoti che investirono l’area, Flumeri fosse stata risparmiata dalla catastrofe per intercessione del Santo. Di qui l’offerta del Giglio al taumaturgo di Montpellier.

Nel corso dei secoli si è assistito ad un evoluzione della Tradizione: dal Giglio, rappresentato da un fusto di ciliegio o pioppo sistemato sulla carretta ed adornato con semplici catene di spighe, all’attuale struttura portante, costituita da un robusto castelletto di travi lignee, che si restringono fino a raggiungere l’altezza di circa trentuno metri, abbellito da minuziose lavorazioni artistiche.

Nel periodo estivo, per circa un mese, a partire dalla prima metà di luglio, è possibile ammirare la gestazione faticosa dell’“Offerta” compiuta per mano volontaria del popolo flumerese. Il Giglio, costruito per lo più in posizione supina, l’8 agosto viene alzato con la semplice forza delle braccia, caratteristica unica nel suo genere. Di poi, il 15 agosto viene tirato fino al centro del paese e posizionato nei pressi della chiesa di San Rocco. Ivi resta per circa due settimane per quanti vogliono lasciarsi stupire dalla sua maestosa e immutabile imponenza. Alla fine, tutto il lavoro, viene azzerato per rimandare all’anno successivo la costruzione ex novo dell’obelisco, il che provoca un piacevole turbamento di difficile comprensione per i non flumeresi.

 

 

 

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agosto: 2018
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